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	<title>Un&#039;americana in cucina</title>
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		<title>BBQ intercontinentale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Americana]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi esattamente un anno fa mi trovavo nell&#8217;aeroporto di San Antonio, in Texas, a trasportare un pacco di cartone di 40 chilogrammi e a tentare di imbarcarlo per il mio ennesimo viaggio verso l&#8217;Italia. “Trasporta bagagli extra o sovrappeso?” “Solo questo,” ho risposto indicando orgogliosamente il mio scatolone rinforzato da abbondante nastro adesivo, ansimando per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/grill.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2673" title="grillin" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/grill-500x229.jpg" alt="" width="500" height="229" /></a><br />
Quasi esattamente un anno fa mi trovavo nell&#8217;aeroporto di San Antonio, in Texas, a trasportare un pacco di cartone di 40 chilogrammi e a tentare di imbarcarlo per il mio ennesimo viaggio verso l&#8217;Italia.</p>
<p>“Trasporta bagagli extra o sovrappeso?”<br />
“Solo questo,” ho risposto indicando orgogliosamente il mio scatolone rinforzato da abbondante nastro adesivo, ansimando per la fatica.<br />
“Ci sarà&#8217; un costo aggiuntivo.”<br />
“Nessun problema, ne vale la pena.”<br />
“ Ma e&#8217; davvero pesante! Cosa potrebbe valere tutti questi sforzi?”<br />
“Un barbecue texano, che altro?”<br />
“Non hanno barbecue in Italia?”<br />
“Non di questo genere…”</p>
<p>Io e mio padre abbiamo passato una settimana a fare ricerche per trovare il barbecue perfetto: ovvero quello che rientrasse nel peso e dimensioni indicate dalla compagnia aerea, senza pero&#8217; sacrificare grandezza, qualita&#8217; ed estetica. Il risultato finale e&#8217; consistito in 40 chili di solido metallo, 4000 centimetri quadrati di piano cottura, griglie di ghisa, termometro integrato, altezza delle braci regolabile, piani d&#8217;appoggio esterni per vassoi e attrezzi del mestiere…insomma, per gli standard texani si tratta di un buon barbecue, ma niente di straordinario. Per l&#8217;Italia pero&#8217;, si tratta di una vera e propria meraviglia nel suo genere.</p>
<p>E, ragazzi, altroche&#8217; se ne e&#8217; valsa la pena. Ogni volta che scendiamo nella casa di famiglia di Emilio a Moneglia, non smette di regalarci soddisfazioni. Lo accendo alle sei di sera, metto su verdure e bistecche e cucino per 20 persone quasi senza sforzo. Tutto questo godendo di una spettacolare vista della costa Ligure. Ho sempre pensato che questo posto fosse molto simile al paradiso, ma ora, con l&#8217;aggiunta del barbecue, lo e&#8217; del tutto.</p>
<p><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/grill2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2685" title="grill2" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/grill2-500x223.jpg" alt="" width="500" height="223" /></a></p>
<p>Quindi, in onore del nostro BBQ intercontinentale, vorrei condividere un alcuni trucchi e suggerimenti per una grigliata ben riuscita:</p>
<ul>
<li>Consiglio di marinare praticamente tutto. Il pollo risulterà&#8217; morbido e tenerissimo se marinato a lungo in yogurt con aglio, succo di limone e olio d&#8217;oliva. Per le braciole di maiale, un composto di olio d&#8217;oliva, vino bianco e erbe aromatiche. Per la carne rossa invece basta un tocco di vino rosso e olio d&#8217;oliva.</li>
<li>La brace, di solito, la ottengo combinando carbonella e legno. Quest&#8217;ultimo rende tutto piu&#8217; saporito, mentre la carbonella brucia piu&#8217; a lungo e a maggiore temperatura. In genere, quindi, accendo un fuoco di sola legna, per poi aggiungere la carbonella e rendere le braci durevoli e costanti. Un altro trucco per ottenere tale risultato consiste nell&#8217;aggiungere ai carboni ardenti, poco prima di cuocere, alcuni pezzetti di legno inumidito.</li>
<li>Io preferisco grigliare in due fasi. Prima di tutto mi occupo dei vegetali, dato che possono essere serviti a temperatura ambiente e non soffrono l&#8217;attesa. Poi rifaccio il fuoco, o comunque aggiungo un po&#8217; di combustibile prima di cuocere la carne.</li>
<li>Le verdure che preferisco per la griglia sono  peperoni, cipolle a fette, melanzana, zucchine e finocchio. Rendono meglio se spennellate con olio d&#8217;oliva aromatizzato prima di metterle sul fuoco. Per fare l&#8217;olio d&#8217;oliva aromatizzato è sufficiente mettere in una ciotola olio extravergine d&#8217;oliva, un paio di spicchi d&#8217;aglio, sale e rosmarino o altre erbe a piacere un paio d&#8217;ore prima dell&#8217;uso.</li>
<li>I peperoni sono da cuocere interi con la pelle, finché quest&#8217;ultima non si annerisce. Vanno quindi posti in una ciotola e coperti di pellicola trasparente finché non si raffreddano. Questo li rende facili da pelare, dato che favorisce il distacco della pelle.</li>
<li>L&#8217;ananas grigliato è sempre un successo. Lo zucchero si caramellizza e ne esalta il sapore, rendendolo un perfetto accompagnamento a pesce, pollo e maiale, o uno squisito dessert da accompagnarsi con il gelato.</li>
<li>Pollo e costine di maiale necessitano di una cottura lenta e a media temperatura. Consiglio quindi di farli cuocere sulle griglie superiori, quelle che in genere si usano per mantenere a temperatura le pietanze già cotte, o sulla parte laterale della griglia, per dare loro un breve tocco finale su quella più calda.</li>
</ul>
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		<title>Un&#8217;americana in Toscana:&#8220;Ruffino wine meets American Food&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui trovate foto e video di un evento molto ben riuscito, cui ho partecipato recentemente: abbinare i celebri vini di Ruffino con i piatti americani, nell&#8217;incantevole cornice della villa medicea al centro della loro tenuta a Poggio Casciano, DOCG Chianti classico. Tutto è andato benissimo. Ho cucinato per due giorni, armonizzando le mie ricette con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="306" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aeOsmHzxrqw&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" src="http://www.youtube.com/v/aeOsmHzxrqw&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Qui trovate foto e video di un evento molto ben riuscito, cui ho partecipato recentemente: abbinare i celebri vini di Ruffino con i piatti americani, nell&#8217;incantevole cornice della villa medicea al centro della loro tenuta a Poggio Casciano, DOCG Chianti classico. Tutto è andato benissimo. Ho cucinato per due giorni, armonizzando le mie ricette con pregiati elementi toscani,  carne chianina e  finocchiona per fare un esempio, ed mi sono esibita in un paio di presentazioni culinarie durante la serata.</p>
<p>L&#8217;evento è stato concepito e organizzato da Clara Ceccherini e Marina Baumgartner che ha supportato l&#8217;ufficio stampa e realizzato l&#8217;intervista durante lo showcooking.</p>
<p>Ho avuto inoltre l&#8217;onore ed il piacere di conoscere ed essere ospitata dalla famiglia Folonari, proprietaria dell&#8217;azienda Ruffino: mi hanno permesso di agire in un contesto veramente unico per bellezza ed atmosfera, dandomi modo di partecipare ad un evento fuori dal comune. La loro cortesia e professionalità sono per me ulteriore motivo di orgoglio.</p>

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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 08:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui trovate l’articolo, la fotogallery, e le mie ricette sull&#8217;Espresso!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" />Qui trovate <a href="http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/una-tavola-a-stelle-e-strisce/2130955" target="_blank"> l’articolo</a>, <a href="http://espresso.repubblica.it/food/multimedia/unamericana-in-cucina/25489840" target="_blank">la fotogallery</a>, e le mie <a href="http://espresso.repubblica.it/food/autore/di+Laurel+Evans" target="_blank">ricette </a> sull&#8217;Espresso!</p>
<p><a href="http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/una-tavola-a-stelle-e-strisce/2130955" target="_blank"><img class="alignnone size-large wp-image-2764" title="L'Espresso" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/Lespresso-500x371.jpg" alt="" width="500" height="371" /></a></p>
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		<title>Zuppa fredda di avocado, cetrioli e menta</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette americane]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe]]></category>

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		<description><![CDATA[Fa caldo. Veramente molto, molto caldo. Una delle tante abitudini che ho fatto mie qui in italia è l&#8217;insana ossessione meteorologico. In un paese dove un giorno più caldo finisce invariabilmente sulle prime pagine dei giornali, è normale non riuscire a parlare d&#8217;altro dopo una settimana torrida come quella appena passata. Nel caso aveste puntato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/avocadosoup.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2656" title="avocado soup" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/avocadosoup.jpg" alt="" width="500" height="730" /></a></p>
<p>Fa caldo. Veramente molto, molto caldo. Una delle tante abitudini che ho fatto mie qui in italia è l&#8217;insana ossessione meteorologico. In un paese dove un giorno più caldo finisce invariabilmente sulle prime pagine dei giornali, è normale non riuscire a parlare d&#8217;altro dopo una settimana torrida come quella appena passata. Nel caso aveste puntato su una ricetta che prevedesse l&#8217;uso del forno o dei fornelli, mi spiace, ma rimarrete delusi questa settimana. Quello che trovate è invece una zuppa fresca e ristoratrice, semplicissima da preparare e la cui unica fatica consiste nello spingere il bottone d&#8217;accensione del frullatore. Da accompagnarsi con un bicchiere di vino bianco freddo, gusstandola di fronte ad un ventilatore, ovviamente parlando del caldo che fa.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>4 cetrioli, pelati, senza i semi e tagliati a pezzi</li>
<li>2 avocado, sbucciati e tagliati a pezzi</li>
<li>una manciata di prezzemolo</li>
<li>una manciata di foglie di menta fresca</li>
<li>1 cipollotto tritato</li>
<li>il succo di due lime</li>
<li>1 tazza / 250 g di yogurt magro</li>
<li>1 tazza / 230 g di acqua fredda</li>
<li>sale e pepe a piacere</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<p>Unite i primi 7 ingredienti dentro un robot da cucina, e frullate per ottenere una crema liscia. Tenendo il robot acceso, cominciate a versarci lentamente l&#8217;acqua per raggiungere la consistenza desiderata. Salate e pepate a piacere.</p>
<p>Fate raffreddare in frigorifero per almeno mezz&#8217;ora prima di servire.</p>
<p>Per 4.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un quattro di luglio da lontano</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole, parole, parole...]]></category>

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		<description><![CDATA[La casa del mio zio John, prima della festa del Quattro Luglio. Foto da mio cugino, Jim Drought. Ooops! Il 4 di luglio è di nuovo qui e, ancora una volta, ho rischiato di dimenticarlo. In effetti il nostro Giorno di Indipendenza è una di quelle festività che e&#8217; fin troppo facile ignorare se si vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" />
<p style="line-height: 110%; font-size: 80%; text-align: right;"><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/Picture-1.jpg"><img style="padding-bottom: .8em;" title="Picture-1" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/Picture-1-500x330.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a><br />
<em>La casa del mio zio John, prima della festa del Quattro Luglio. Foto da mio cugino, Jim Drought.</em></p>
<p>Ooops! Il 4 di luglio è di nuovo qui e, ancora una volta, ho rischiato di dimenticarlo. In effetti il nostro Giorno di Indipendenza è una di quelle festività che e&#8217; fin troppo facile ignorare se si vive fuori dagli Stati Uniti. Non c&#8217;è il weekend lungo, le patatine bianche rosse e blu, bandiere svolazzanti in ogni giardino e, più di tutto, la mancanza dell&#8217;onnipresente di barbecue in giardino. Il più delle volte riesco a tornare a casa per l&#8217;occasione, non tanto perché io sia una gran patriota, ma per la ghiotta occasione di stare insieme a tanti amici e parenti per l&#8217;estate. In Texas fa un caldo infernale d&#8217;estate, ma i texani lo sopportano benissimo con l&#8217;aiuto di birre gelate e piscine, una combinazione di cui approfitto spesso durante le mie visite. E poi c&#8217;è la grande partita, una cosa che odio perdermi.</p>
<p><img title="baseball" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/baseball-500x235.jpg" alt="" width="500" height="235" /></p>
<p>La mia famiglia, per gli ultimi 40 anni, ha celebrato il 4 di luglio con la più seria delle partite di baseball. Considerando fidanzati ed amici siamo sempre in numero sufficiente a formare 2 squadre di baseball, cheerleaders e tifosi: tutti animati da grandi motivazioni, spirito di competizione e un certa tendenza alla grandeur. Uno dei miei zii ha chiuso una sezione del ranch con una recinzione elettrificata per tenere fuori mucche e cervi, ed ha creato un campo regolamentare di erba verdissima, delimitato da righe di gesso bianche e provvisto perfino di gradinate.</p>
<p>Ora, io sono appassionata di sport competitivi quanto lo sono delle poste italiane (il mio momento di gloria &#8220;in campo&#8221; è stato prendermi una palla vagante in testa quando avevo 4 anni &#8211; apparentemente anche gli innocenti spettatori sono in pericolo se mia nonna va a lanciare), ma sono comunque una grande fan di questa tradizionale partita. E poi riesco a vedere tutti insieme i miei cugini, c&#8217;è birra gelata e guacamole a volontà. Verso sera torniamo tutti verso le nostre case per farci una doccia e poi incontrarci nuovamente per cena a casa di zio John per una grande cena e i fuochi d&#8217;artificio.</p>
<p>Quest&#8217;anno purtroppo il lavoro mi ha costretta a rimanere a Milano, a sudare di fronte al mio computer e maledire le zanzare che sembrano aver scelto casa mia come quartier generale. Così, invece di compatire me stessa ( ok, lo ammetto: <em>dopo </em>essermi compatita per una frazione di secondo) ho aperto una birra fredda, fatto un po&#8217; di guacamole e ho aperto Skype. Grazie al Cielo c&#8217;è Skype: mi è quasi sembrato di essere là. Quasi.</p>
<p style="line-height: 110%; font-size: 80%; text-align: right;"><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/Picture-1.jpg"></a><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/Picture-2.jpg"><img style="padding-bottom: .8em;" title="Picture-2" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/07/Picture-2-500x332.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><br />
<em>Fuochi d&#8217;artificio alla festa del Quattro Luglio. Foto da Jim Drought.</em></p>
<p style="line-height: 110%; font-size: 80%; text-align: left;">
<p style="line-height: 110%; font-size: 80%; text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="375" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13091236&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13091236&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="line-height: 110%; font-size: 80%; text-align: right;"><em>La partita si fa sempre più internazionale, ormai anche gli italiani giocano a casa mia! Qui c&#8217;e&#8217; Felipe, il cugino di mio marito, al suo memorabile esordio 2 anni fa &#8230;</em></p>
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		<title>Insalata di patate e rucola alla vinaigrette di senape</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insalate]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette americane]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariana]]></category>

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		<description><![CDATA[La maionese non mi ha mai entusiasmato. So che questa può sembrare solo l&#8217;ennesima dichiarazione con cui mi auto-squalifico da rappresentante ufficiale della cucina americana&#8230;ma non ho mai detto di essere un&#8217;americana media, solo di essere un&#8217;americana: che, per un caso, non ama la maionese. Quindi, la potato salad mi mette in difficoltà. Questa classica ricetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/potato-salad.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2578" title="potato-salad" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/potato-salad.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>La maionese non mi ha mai entusiasmato. So che questa può sembrare solo l&#8217;ennesima dichiarazione con cui mi auto-squalifico da rappresentante ufficiale della cucina americana&#8230;ma non ho mai detto di essere un&#8217;americana media, solo di essere un&#8217;americana: che, per un caso, non ama la maionese. Quindi, la <em>potato salad</em> mi mette in difficoltà. Questa classica ricetta americana richiede cubetti di patate molle che galleggiano in una pozza di maionese grassa e lucida. <em>No, grazie</em>. La preparo se vengo pregata (spesso da mio marito), e la servo in tavola se richiesta, ma la mangio soltanto quando non ho alternative. Ecco quindi da dove nasce la versione qui proposta  che, secondo me, è molto più interessante per il palato: tenere (ma ancora sode) fette di patate condite con vinaigrette alla senape di Digione e rucola per un&#8217;insalata estiva fresca e rinvigorente.</p>
<p><strong>Insalata di patate e rucola alla vinaigrette di senape</strong></p>
<p><em>Per l&#8217;insalata:</em></p>
<ul>
<li>1 kg di patate, sbucciate ed affettate</li>
<li>120-150 g di rucola</li>
<li>1 cipollotto, tritato</li>
<li>30 g di prezzemolo, tritato</li>
<li>sale</li>
</ul>
<p><em>Per la Vinaigrette:</em></p>
<ul>
<li>1/2 cup di olio extra vergine di oliva</li>
<li>3 cucchiai di aceto di vino bianco</li>
<li>1-2 cucchiaini di senape di Digione</li>
<li>1 cucchiaino di miele</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p>Mettete le patate in una casseruola capiente, copritele d&#8217;acqua fredda e aggiungete un cucchiaio di sale. Portate a ebollizione poi abbassate la fiamma e cuocete finché le patate sono tenere ma non troppo cotte, per circa 8-15 minuti (i tempi di cottura dipendono dalla varietà di patate). Scolatele e sciacquatele con acqua fredda.</p>
<p>Nel frattempo, mescolate tutti gli ingredienti per la vinaigrette. Unite le patate (ancora tiepide) con la rucola, il prezzemolo e il cipollotto, poi aggiungete la vinaigrette a piacere. Assaggiate per regolare sale e pepe. Servite freddo o a temperatura ambiente.</p>
<p>Per 6.</p>
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		<title>Premio Selezione Bancarella della Cucina!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 08:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono felice di comunicarvi che Buon Appetito America ha vinto il Premio Selezione Bancarella della Cucina 2010! Vuol dire che ora sono tra 5 finalisti per il Premio Bancarella della Cucina. Questa selezione e&#8217; gia&#8217; un onore notevole, e ne sono ovviamente molto lusingata e contenta. Il Premio Bancarella sarà deciso invece a Pontremoli il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/finalista1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2560" title="Premio Bancarella" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/finalista1.jpg" alt="" width="500" height="293" /></a></p>
<p>Sono felice di comunicarvi che Buon Appetito America ha vinto il Premio Selezione Bancarella della Cucina 2010! Vuol dire che ora sono tra 5 finalisti per il Premio Bancarella della Cucina. Questa selezione e&#8217; gia&#8217; un onore notevole, e ne sono ovviamente molto lusingata e contenta. Il Premio Bancarella sarà deciso invece a Pontremoli il 26 di settembre, e tra i concorrenti ci sono dei nomi importanti (Davide Oldani, Fabio Picchi, etc). Qualsiasi cosa succeda, sono gia&#8217; entusiasta di ricevere questo livello di riconoscimento per un opera prima in cui ho investito così tanto tempo, amore, e duro lavoro!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>2 conversazioni e 18 bottiglie di prosecco</title>
		<link>http://www.unamericanaincucina.com/it/2010/06/prosecco-ita/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Emilio (il marito italiano) ama chiedere informazioni. Quando siamo in viaggio, spesso si ferma a domandare indicazioni a qualche locale, anche se già conosce la strada. Attraverso queste estemporanee conversazioni finiamo spesso per scoprire il posto giusto dove andare nelle vicinanze, che raramente coincide con l&#8217;idea che avevamo in partenza. A questo proposito: la scorsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/prosecco.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2513" title="prosecco" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/prosecco-500x653.jpg" alt="" width="500" height="653" /></a></p>
<p>Emilio (il marito italiano) ama chiedere informazioni. Quando siamo in viaggio, spesso si ferma a domandare indicazioni a qualche locale, anche se già conosce la strada. Attraverso queste estemporanee conversazioni finiamo spesso per scoprire il posto giusto dove andare nelle vicinanze, che raramente coincide con l&#8217;idea che avevamo in partenza.<br />
A questo proposito: la scorsa settimana eravamo a Padova per lavoro e abbiamo deciso, sulla via del ritorno, di deviare per visitare la regione del Prosecco. Io avevo il mio iPhone ed il Tom Tom, ed avevo già disegnato un&#8217;efficiente itinerario basato sul tempo e i chilometri che avevamo a disposizione. Emilio però non la pensava esattamente così.</p>
<p><em>Ad una stazione di servizio 10 Km prima di Conegliano:</em></p>
<p><strong>Emilio:</strong> Mia moglie va matta per il prosecco, vogliamo uscire dall&#8217;autostrada per visitare alcune cantine. Ci hanno detto che Conegliano è un buon punto di partenza.</p>
<p><strong>Benzinaio dell&#8217;autogrill:</strong> Hmm, dipende da cosa cercate. Se andate a Conegliano troverete certamente il prosecco sull&#8217;etichetta, ma se andate a Valdobbiadene lo troverete anche dentro la bottiglia. Io vi consiglio questo: uscite a Vittorio Veneto Nord e prendete la statale che porta a Valdobbiadene. Quando vedete un bar sporco, brutto e malandato fermatevi lì, perché è lì che troverete il vero prosecco.</p>
<div id="attachment_2517" class="wp-caption alignright" style="width: 270px">
	<a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/autostrada.jpg"><img class="size-medium wp-image-2517   " title="autostrada" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/autostrada-300x243.jpg" alt="" width="270" height="219" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Fermi in coda per vedere la nuvola di fumo...</p>
</div>
<p><em>19 km dopo, a 1 km dalla nostra uscita, siamo fermi  in coda nel mezzo di un altissimo viadotto proprio sopra Vittorio Veneto, per colpa di un veicolo che ha preso fuoco qualche centinaio di metri più avanti (nessun ferito per fortuna). Usciamo dalla macchina per vedere la grande nuvola di fumo nero e scambiare due parole sull&#8217;accaduto con altri automobilisti frustrati dall&#8217;attesa, ormai tutti fuori dalle loro auto.</em></p>
<p><strong>Uomo dal forte accento veneto:</strong> Vedete il campo da calcio proprio qui sotto? Una volta un tipo su una BMW è volato giù dal viadotto, la sua auto è atterrata perfettamente a centrocampo e lui è perfino sopravvissuto. Un po&#8217; di ossa rotte, ma ce l&#8217;ha fatta. Beh, e voi cosa fate da queste parti?</p>
<p><strong>Emilio:</strong> Volevamo uscire proprio tra un chilometro, per fare un giro dalle parti di Valdobbiadene. A mia moglie piace moltissimo il prosecco, stiamo cercando delle buone cantine.</p>
<p><strong>Uomo dal forte accento veneto:</strong> Sul serio? Quali cantine? Io sono un rappresentante di vini! non vendo Prosecco, ma sono di queste parti e conosco tutto della zona.</p>
<p><strong>Emilio:</strong> Non abbiamo idea di quali cantine, anzi apprezzeremmo dei consigli.</p>
<p><strong>Uomo dal forte accento veneto:</strong> Allora ecco cosa deovete fare: andate a Guia, frazione di Valdobbiadene. Chiedete di <em>Caneva da Nani </em>di Giovanni Canello. Loro non si ricorderanno di me, non sono loro amico personale, ma vi assicuro che non rimarrete delusi. Fanno ancora il prosecco alla maniera tradizionale: fermentato in bottiglia e con il fondo che non si beve. Questo è il vero prosecco. In ogni caso, ecco la brochure della mia azienda.</p>
<p><em>Un&#8217;ora dopo arriviamo a Guia:</em></p>
<p><strong>Emilio:</strong>Mi scusi signora, stiamo cercando la tenuta del signor Canello&#8230;</p>
<p><strong>Burbera donna del posto con scopa in mano:</strong> Quale Canello? Ce ne sono tantissimi qui!</p>
<p><strong>Emilio:</strong> Oh! Giovanni&#8230;Caneva da Nani</p>
<p><strong>Burbera donna del posto con scopa in mano:</strong> Ah. va bene, prendete quella stradina, girate a sinistra, poi a sinistra ancora e poi a destra, poi chiedete ancora.</p>
<p><strong>Emilio:</strong> Grazie mille signora. A proposito, sa dove possiamo mangiare qualcosa di buono da queste parti?</p>
<p><em>Un&#8217;ora più tardi, dopo un lauto pranzo in trattoria arriviamo alla <a href="http://www.canevadanani.it/" target="_blank">Caneva da Nani</a></em><em>:</em></p>
<p><strong>Emilio:</strong> Buongiorno, siamo qui per il prosecco! <a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/caneva.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2525" title="caneva" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/06/caneva-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p><strong>Enrico (figlio di Giovanni):</strong> Allora siete nel posto giusto, e non ve ne andrete tanto presto!</p>
<p><em>Aveva ragione, siamo stati tutto il pomeriggio a conversare con la famiglia, sorseggiando il loro favoloso prosecco e  visitando la cantina. Enrico ci ha mandato a casa con 18 bottiglie ad un prezzo più che onesto e dopo un&#8217;indimenticabile esperienza. Torneremo a trovarli di sicuro. Alla peggio, ci dirigeremo da quelle parti, spegneremo il Tom Tom e vedremo cosa succede.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crostata di Mirtilli</title>
		<link>http://www.unamericanaincucina.com/it/2010/05/crostata-di-mirtilli/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette americane]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho in mente questa crostata da almeno due anni. Durante un viaggio in Texas, quando ancora stavo scrivendo il libro, alcuni amici di famiglia ci hanno invitato da loro per una spettacolare cena a tema americano, per celebrare il mio progetto in una bella serata estiva. Il menu era veramente d&#8217;eccezione, la presentazione perfetta, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/blueberry-tart2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2476" title="blueberry tart" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/blueberry-tart2-500x366.jpg" alt="" width="500" height="366" /></a></p>
<p>Ho in mente questa crostata da almeno due anni. Durante un viaggio in Texas, quando ancora stavo scrivendo il libro, alcuni amici di famiglia ci hanno invitato da loro per una spettacolare cena a tema americano, per celebrare il mio progetto in una bella serata estiva. Il menu era veramente d&#8217;eccezione, la presentazione perfetta, come d&#8217;altra parte lo ero la compagnia. Sfortunatamente non sono riuscita a godermi nessuna delle cose succitate, in quanto ho passato tutta la sera a subire violenti attacchi di vomito. No, non ero ubriaca, ne improvvisamente bulimica. Ero semplicemente vittima di un virus che si e&#8217; manifestato all&#8217;improvviso.  Immagino che il mio corpo stesse protestando a seguito di tutte le mie &#8220;ricerche&#8221; sulla cucina americana: un <em>tour de force</em> di cene da amici e conoscenti, ristoranti e pasticcerie. Comunque fosse la causa, rimane il fatto che non ho piu&#8217; avuto l&#8217;oppurtunita&#8217; di assaggiare questa bellissima crostata fino ad oggi.</p>
<p>Ho finalmente scritto un email a Jill, la mia madrina, amica di famiglia, e fonte infinita di saggi consigli culinari, e ho le chiesto se per caso rammentasse quella torta. Non solo se la ricordava, ma mi ha anche risposto subito suggerendomi un link alla ricetta online. Grazie internet, e soprattutto grazie Jill!</p>
<p>Questo e&#8217; un eccellente dolce estivo, adattissimo a rinfrescare una calda giornata estiva. Inoltre, potete sostituire i mirtilli con altra frutta fresca di vostra scelta, per esempio una selezione di frutti di bosco. Mi sto gia&#8217; immaginando una versione con i fichi per la fine dell&#8217;estate. Sperimentate a volunta&#8217; ma non lasciate &#8220;inassaggiata&#8221; questa ricetta, o vi perseguitera&#8217; negli anni avvenire.</p>
<p><strong>Per la base:</strong></p>
<ul>
<li>50 g di noci, tostate leggermente</li>
<li>100 g di biscotti digestivi sbriciolati (frullati nel robot da cucina fino ad avere un composto fine e uniforme)</li>
<li>1 grosso albume</li>
<li>15 g di burro</li>
<li>1 cucciaio di olio di arachidi</li>
<li>un pizzico di sale</li>
</ul>
<p><strong>Per la farcitura:</strong></p>
<ul>
<li>225 g di formaggio spalmabile (tipo Philadelphia), ammorbidito a temperatura ambiente</li>
<li>120 g di panna acida</li>
<li>75 g piu&#8217; 20 g pure maple syrup, divisi</li>
<li>300 g di mirtilli freschi</li>
</ul>
<p>Preparazione della base:</p>
<p>Scaldare il forno a 165°C.<br />
Tritate finemente le noci con un robot da cucina. Aggiungete i biscotti digestivi sbriciolati e mescolate bene il tutto.</p>
<p>Sbattete l&#8217;albume dell&#8217;uovo in una ciotola di media grandezza fino a montarlo leggermente. Unite il composto di noci e biscotti, burro, olio e sale; mescolate. Schiacciate il composto sul fondo di uno stampo dal bordo scanalato e base rimovibile aiutandovi con il fondo di un bicchiere. Cuocete finché inizia a scurirsi sui bordi, per circa 8 minuti. Sfornate e fate raffreddare mentre preparate la farcitura.</p>
<p>Preparazione della farcitura:</p>
<p>Lavorate il formaggio Philadelphia con lo sciroppo d&#8217;acero per circa un minuto, solo fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Versate il ripieno sulla base cotta e raffreddata nello stampo a cerniera, facendo attenzione a non romperlo. Sistematele i mirtilli sopra la farcitura e versateci sopra lo sciroppo d&#8217;acero. Raffreddate la crostata per almeno un ora prima di servirla.</p>
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		<title>Whisky &amp; Soda, Rock &amp; Roll, 1a Parte</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 12:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Americana]]></category>
		<category><![CDATA[Parole, parole, parole...]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p id="top" /><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BqlJwMFtMCs&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/BqlJwMFtMCs&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;idea che hanno gli italiani dello stile di vita americano mi ha sempre incuriosito, e mi è sempre piaciuto scoprire ciò che ci caratterizza agli occhi degli altri.  Tu vuò fà l’americano è una canzone satirica su un giovane napoletano che imita goffamente il cliché statunitense, riassumibile in whiskey e soda, rock and roll, baseball e sigarette Camel. Mi sono imbattuta in un adorabile video di questa grande canzone, che mi ha fatto pensare a sua volta a due tra le invenzioni americane da me preferite: il cocktail e il rock &#8216;n&#8217; roll.</p>
<p>Gli immigrati hanno portato una miriade di nuove idee ed abitudini in una nazione che non era legata da convenzioni fisse, che anzi si andava formando proprio su continue innovazioni, sperimentazioni ed azzardi. Come è ovvio, questa mancanza di struttura sociale ha avuto anche lati negativi (siamo famosi per i modi spicci e i serial killers) ma nel contempo ha prodotto alcune tra le più creative invenzioni dei tempi recenti.</p>
<blockquote><p>&#8220;Le tradizionali bevande alcoliche del Vecchio Mondo erano note e definite da abitudini formatesi nei secoli… Il Nuovo Mondo era troppo grande ed inquieto per essere confinato in un bicchiere di Sherry&#8230; L&#8217;America non era interessata alle tradizioni, bensì protesa in avanti, all&#8217;avventura, alle novità, alla sperimentazioni in tutti i campi.”<br />
- <em>The Oxford Encyclopedia of Food and Drink in America</em></p></blockquote>
<p>Anche il Rock and Roll è nato dall&#8217;incontro di due culture, unite dallo spirito americano, dalla sua fame di nuovi orizzonti, dalla spinta ad esprimersi a tutti i costi senza limiti formali. Quindi, in onore di queste amate tradizioni, perché ormai di questo si tratta, ho messo insieme una piccola cronistoria che combina l&#8217;evoluzione del cocktail con quella del rock.</p>
<hr />
<p style="font-size: 20px; font-weight: normal; padding: 10px 0 10px 0; margin: 0 0 10px 0;">1890-1910: L&#8217;“Old Fashioned” e il Ragtime</p>
<p><strong>The Old-Fashioned:</strong> <a href="http://www.cocktailtimes.com/history/top_100oldfashioned.jpg"><img class="alignright" title="Old Fashioned" src="http://www.cocktailtimes.com/history/top_100oldfashioned.jpg" alt="" width="140" height="153" /></a><br />
<em>Very old-fashioned indeed, this cocktail originated in the mid 1800s and appears, under various names, in all early cocktail books.</em><br />
Mescolate un cucchiaio di zucchero, aggiungete un goccio d&#8217;acqua e due gocce d&#8217;angostura in un bicchiere da &#8220;old fashioned&#8221;, assieme ad una ciliegina e uno spicchio d&#8217;arancia. Pestate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo tramite un pestello o il dorso di un cucchiaio. versate 2 oz di bourbon, riempite di cubetti di ghiaccio e mescolate.<br />
<strong><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/Maple_Leaf_Rag.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2435" title="Maple Leaf Rag" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/Maple_Leaf_Rag-222x300.png" alt="" width="93" height="126" /></a>The Maple Leaf Rag</strong><br />
Scritta da Scott Joplin nel 1899, questa era la canzone più celebre del genere musicale ragtime, precursore del jazz e del blues. La versione seguente è di Jelly Roll Morton, autore in seguito, nel 1915, di &#8220;Jelly Roll Blues&#8221;, da molti considerata il primo componimento jazz.</p>
<hr />
<p style="font-size: 20px; font-weight: normal; margin: 10px 0 10px 0; padding: 10px 0 10px 0;">1910-1930: Il “Mint Julep” e la nascita del Blues</p>
<table style="float: right;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="140">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://find.myrecipes.com/recipes/recipefinder.dyn?action=displayRecipe&amp;recipe_id=1859447"><img class="alignright size-full wp-image-2387" title="BulleitMintJulep_L" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/BulleitMintJulep_L.jpg" alt="" width="126" height="148" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/minnie-kansasjoe.jpg"><img class="size-medium wp-image-2456 alignright" title="Memphis Minnie &amp; Kansas Joe" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/minnie-kansasjoe-219x300.jpg" alt="" width="118" height="162" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>The Mint Julep:</strong><br />
Pestate alcune foglie di menta fresca in un bicchiere, poi riempitelo di ghiaccio tritato. Aggiungete un cucchiaio di sciroppo di zucchero (segue ricetta) e uno d&#8217;acqua, poi 60 ml di bourbon. Mescolate delicatamente finchè il bicchiere non si appanna. Guarnite con un rametto di menta, et voilà!<em> Ricetta dello sciroppo di zucchero:</em> Combinate insieme una tazza di zucchero e una d&#8217;acqua. Bollite il composto per 5 minuti senza mescolare. Versate il tutto su un letto id foglie di menta, e pestate delicatamente con il dorso di un cucchiaio. Mettete in frigo per una notte in un vasetto chiuso da un tappo. Potete poi rimuovere le foglie di menta, ma non dimenticate di conservare in frigo. Rimane fresco per molte settimane.</p>
<p><strong>When the Levee Breaks:</strong><br />
Questa canzone del 1929, di Memphis Minnie e Kansas Joe McCoy, è stata in seguito ripresa dai Led Zeppelin e pubblicata nel loro quarto album nel 1971, con testo leggermente diverso e differente melodia.</p>
<hr />
<p style="font-size: 20px; font-weight: normal; margin: 10px 0 10px 0; padding: 10px 0 10px 0;">1930-1950: Il “Martini” e il Rythym and Blues, primi segnali di Rock and Roll</p>
<p><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/200136371-001.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2398" title="Martini" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/200136371-001.jpg" alt="" width="112" height="124" /></a><strong>Martini:</strong><br />
<em>Il cocktail più classico di tutti i tempi, mescolato o agitato, si è parecchio evoluto attraverso le diverse epoche. Il Martini originale è apparso nei  primissi libri di cocktail intorno al 1880, ma la verisone che beviamo oggi è quella degli anni &#8217;50 del secolo seguente.</em><br />
Unite 75 ml di gin con 15 ml di vino vermouth secco e mescolate con un cucchiaio o agitate in uno shaker, in ogni caso con ghiaccio. Versate in un bicchiere da Martini e guarnite con un&#8217;oliva o una scorzetta di limone.<br />
<a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/big_joe_turner.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2440" title="Big Joe Turner" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/big_joe_turner-300x244.jpg" alt="" width="126" height="102" /></a> <strong>Roll &#8216;em Pete:</strong><br />
Registrata nel 1938 da Big Joe Turner insieme al pianista Pete Johnson, è considerata tra i più importanti precursori di ciò che in seguito venne conosciuto come “Rock &amp; Roll”. </p>
<hr />
<p style="font-size: 20px; font-weight: normal; margin: 10px 0 10px 0; padding: 10px 0 10px 0;">1950-1960: Il “Margarita” e la nascita del Rock and Roll</p>
<p><strong><a href="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/margarita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2442" title="margarita" src="http://unamericanaincucina.com/wordpress2/wp-content/uploads/2010/05/margarita-180x300.jpg" alt="" width="77" height="130" /></a>The Margarita:</strong><br />
<em>Si tratta di un cocktail di orgini messicane, reso celebre negli Stati Uniti negli anni &#8217;50 e &#8217;60.</em><br />
Versate  50 ml di tequila, 25 ml di Cointreau, e 15 ml di succo di lime fresco in uno shaker pieno di cubetti di ghiaccio. Agitate per bene e versate in un bicchiere da cocktail congelato e ornato di sale sui bordi.</p>
<p><strong>Chuck Berry:</strong><br />
Un vero pioniere del Rock and Roll, le sue canzoni e le sue capacità di muoversi sul palco sono stati di importanza vitale per il futuro del rock. Basta vederlo eseguire i suoi assoli indiavolati e lo si può facilmente immaginare che distrugge la sua chitarra alla fine dello spettacolo. Questo video è del 1958, lo stesso anno in cui in Italia usciva il video di cui sopra, <em>Tu Vuo&#8217; Fa&#8217; L&#8217;Americano</em>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gsp4VCbVvn4&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/gsp4VCbVvn4&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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