Ritorno a casa 2, e una Zuppa Messicana

by Laurel on gennaio 19, 2010

tortillasoup

La transizione tra le mie due patrie è sempre un po’ traumatica, non importa in quale direzione abbia viaggiato. Devo però ammettere che si tratta sempre di momenti che favoriscono le mie riflessioni, il primo impatto è sempre ricco di forti emozioni. Le caratteristiche e i dettagli di un posto che dò per scontato come mio sono sempre vibranti e nuove quando arrivo. In America la prima cosa che mi colpisce sono le dimensioni delle cose – auto mostruose, bicchieri extralarge, gente sovrappeso. Tutto quello che vedo sembra (ed, in effetti, è) più grande: i piatti, la lavatrice, il macinacaffé, i grattacieli…Dalle mie parti i texani si vantano della loro passione per le grandi dimensioni secondo il detto locale “In Texas tutto è più grande”. Una combinazione di jet-lag e shock culturale mi fa sentire come Alice nel Paese delle Meraviglie dopo che beve la pozione magica e rimpicciolisce.

Quando torno in Italia invece, la cosa che noto di più sono i dettagli, le cose apparentemente piccole. Uno dei miei giochi preferiti in areoporto mentre aspetto di imbarcarmi dagli USA all’Italia è “indovina il paese d’origine dei passeggeri”, e devo dire che non si tratta di un’impresa difficile. Lo stile e la grazia propri degli italiani si riconoscono subito, senza dimenticare le scarpe, sempre di ottima fattura. L’attenzione ai dettagli estetici nella vita quotidiana è la prima cosa che noto quando vi ritorno: il cuore disegnato sulla schiuma del cappuccino, le vetrine accuratamente decorate, le etichette scritte a mano dal mio venditore di spezie preferito al mercato, il modo in cui il farmacista impacchetta le medicine una ad una. Mi piace assaporare ogni volta queste prime sensazioni, perché in poco tempo mi sarò acclimatata e ricomincerò a lamentarmi dello smog di Milano, delle code interminabili in posta/banca/farmacia (tutti quegli oggetti da incartare necessitano tempo…), dei treni sporchi, delle ricerche affannnose di un vasetto di panna acida e di tutte le altre ridicole complicazioni di una vita da americana in Italia.

Quindi ecco una zuppa perfetta per il rientro: è piccantina, saporita, e mi riporta alle origini. Si tratta di un piatto celebre della cucina Tex-Mex che non avevo ancora sperimentato con gli italiani, ma che ho fatto provare al mio marito/cavia ricevendone un’ottima recensione.

“Mexican Tortilla Soup”

Per il pollo e il brodo:

  • 1 pollo intero
  • 1 cipolla gialla, sbucciata e tagliata in quarti
  • 2 coste di sedano, a pezzettoni
  • 1 carota, a pezzettoni

Mettete il  pollo, le verdure, e un cucchiaino di sale in una pentola capiente, coprite con acqua fredda e portate a ebollizione. Abbassate la fiamma e fate sobbollire finche’ il pollo e’ cotto, circa 30-45 minuti. Togliete il pollo dal brodo e mettete da parte a raffreddare. Filtrate il brodo e versatelo in una ciotola capiente, eliminando le verdure, e mettete da parte. Pulite il pollo, staccando la carne dalle ossa e fatela a pezzi con le mani. Tenete da parte la carne.

Per la zuppa:

  • 4 tortillas di mais*, tagliato a strisce larghe 1 cm
  • 120 ml di olio per friggere
  • 2 cucchiai d’olio d’oliva
  • 1 peperone verde, privato del torsolo e tritato
  • 1 jalapeno (peperoncino piccante), privato dei semi e tritato finemente
  • 1 peperoncino chipotle, privato dei semi e tritato finemente (facoltativo)
  • 1/2 cipolla media, affettata finemente
  • 2 spicchi d’aglio, sbucciati e affettati finemente
  • 2 pomodori, sbucciati, privati dei semi e tritati
  • sale

Per le guarnizioni (facoltative):

  • coriandolo fresco, tritato
  • fette di lime
  • panna acida
  • formaggio grattuggiato
  • ravanelli grattuggiati
  • avocado a cubetti

Scaldate l’olio per friggere in una padella capiente, e friggete le strisce di tortilla poche alla volta. Fatele scolare su un piatto foderato di carta da cucina e salatele.

Scaldate l’olio d’oliva in una pentola capiente e rosolate il peperone, i peperoncini, la cipolla, l’aglio e il sale finche sono teneri, circa 5 minuti. Aggiungete il brodo e i pomodori. Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e fate sobbollire per 30 minuti. Poi aggiungete la carne di pollo e scaldate, ma non fate sobbollire a questo punto. Se la zuppa risulta troppo densa, aggiungete un po’ d’acqua.

Servite la zuppa con le strisce di tortilla*, e ciotoline con le guarnizioni a scelta.

* Non sono mai riuscita a trovare le vere tortillas di mais qui in italia (sono molto diverse di quelle bianche che si trovano all’Esselunga ed in alcuni negozi di alimenti etnici). Se non le trovate, suggerisco di saltare il passaggio della frittura, usando invece come guarnizione le patatine “nachos chips” o “tortillas chips” che si trovano piu’ facilmente.

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{ 4 comments… read them below or add one }

Lucilla Ortani gennaio 27, 2010 alle 7:54 pm

Buonasera Laurel,
e ben tornata a Milano. Sono la moglie di un produttore di vino del Colle di San Colombano, conosciuto come unico vino di Milano. Nella nostra cantina ( nella vecchia Barricaia…che generalmente piace tanto agli ospiti americani…) organizziamo piccoli eventi di cultura enogastronomica alcuni con amici scrittori e giornalisti (Roberta Schira, Giorgio Colli, …) Ho già cercato di contattarLa, ma credo di averlo fatto durante il suo rientro in patria…ora spero vivamente di poterla incontrare e soprattutto di poter far incontrare le sue ricette con il nostro vino…magari proprio questa zuppetta…saluti cari e grazie per l’attenzione.
Lucilla Ortani Pietrasanta

Karina Rojas febbraio 8, 2010 alle 4:09 am

Ciao, sono una messicana che ha visuto per tre anni a Milano, adesso in Messico per piú di quattro anni e prossima a traslocare a L.A. per lavoro. Per una amica italiana ho trovato la pagina, la mia sorpresa è cresciuta mentre leggevo il tuo racconto, perché anche a me accade lo stesso; anche a me piace molto la cucina, ho visuto a milano con due italiane e un’altra messicana, e anche a loro ho fatto tanti piati dal messico e ho imparato tante riccette della cucina italiana, abitavo vicino al mercato comunale di porta ticinese e lí riusciva a trovare tante cose latinoamericane, tante altre li portavo da casa in ogni vacanza… Mi hai fatto asaporare tutti i ricordi di quelle tre anni, i piú belli della mia vita, ti ringrazio ancora

Vicky aprile 13, 2010 alle 10:02 pm

Laurel cara, va bene anche la gallina per il brodo? Non l’ho mai fatto con il pollo …

Laurel aprile 19, 2010 alle 9:23 am

Si, si! Va benissimo la gallina!

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