Un quattro di luglio da lontano

by Laurel on luglio 5, 2010


La casa del mio zio John, prima della festa del Quattro Luglio. Foto da mio cugino, Jim Drought.

Ooops! Il 4 di luglio è di nuovo qui e, ancora una volta, ho rischiato di dimenticarlo. In effetti il nostro Giorno di Indipendenza è una di quelle festività che e’ fin troppo facile ignorare se si vive fuori dagli Stati Uniti. Non c’è il weekend lungo, le patatine bianche rosse e blu, bandiere svolazzanti in ogni giardino e, più di tutto, la mancanza dell’onnipresente di barbecue in giardino. Il più delle volte riesco a tornare a casa per l’occasione, non tanto perché io sia una gran patriota, ma per la ghiotta occasione di stare insieme a tanti amici e parenti per l’estate. In Texas fa un caldo infernale d’estate, ma i texani lo sopportano benissimo con l’aiuto di birre gelate e piscine, una combinazione di cui approfitto spesso durante le mie visite. E poi c’è la grande partita, una cosa che odio perdermi.

La mia famiglia, per gli ultimi 40 anni, ha celebrato il 4 di luglio con la più seria delle partite di baseball. Considerando fidanzati ed amici siamo sempre in numero sufficiente a formare 2 squadre di baseball, cheerleaders e tifosi: tutti animati da grandi motivazioni, spirito di competizione e un certa tendenza alla grandeur. Uno dei miei zii ha chiuso una sezione del ranch con una recinzione elettrificata per tenere fuori mucche e cervi, ed ha creato un campo regolamentare di erba verdissima, delimitato da righe di gesso bianche e provvisto perfino di gradinate.

Ora, io sono appassionata di sport competitivi quanto lo sono delle poste italiane (il mio momento di gloria “in campo” è stato prendermi una palla vagante in testa quando avevo 4 anni – apparentemente anche gli innocenti spettatori sono in pericolo se mia nonna va a lanciare), ma sono comunque una grande fan di questa tradizionale partita. E poi riesco a vedere tutti insieme i miei cugini, c’è birra gelata e guacamole a volontà. Verso sera torniamo tutti verso le nostre case per farci una doccia e poi incontrarci nuovamente per cena a casa di zio John per una grande cena e i fuochi d’artificio.

Quest’anno purtroppo il lavoro mi ha costretta a rimanere a Milano, a sudare di fronte al mio computer e maledire le zanzare che sembrano aver scelto casa mia come quartier generale. Così, invece di compatire me stessa ( ok, lo ammetto: dopo essermi compatita per una frazione di secondo) ho aperto una birra fredda, fatto un po’ di guacamole e ho aperto Skype. Grazie al Cielo c’è Skype: mi è quasi sembrato di essere là. Quasi.


Fuochi d’artificio alla festa del Quattro Luglio. Foto da Jim Drought.


La partita si fa sempre più internazionale, ormai anche gli italiani giocano a casa mia! Qui c’e’ Felipe, il cugino di mio marito, al suo memorabile esordio 2 anni fa …

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